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Logos
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top
mwbaLogos (mwbqin greco antico λόγος?, lógos, corrispondente al mwbglatino mwbwverbum e all'mwcaebraico דבר davar) deriva dal greco mwcqlégο (mwcgλέγω), che significa scegliere, raccontare, enumerare, parlare, pensare, e quindi è traducibile come «mwcwparola», «mwdadiscorso», o «mwdqragione».cite-ref-1[1]
I termini latini corrispondenti (mwewratio, mwfaoratio) si rifanno con il loro significato di mwfqcalcolo, mwfgdiscorso, al senso originario della parola che successivamente ha assunto nella lingua greca molteplici significati: «stima, studio, apprezzamento, relazione, legame, proporzione, misura, ragion d'essere, causa, spiegazione, frase, enunciato, definizione, argomento, ragionamento, ragione, disegno».cite-ref-2[2]
Particolare rilievo ha assunto il termine nello mwigstoicismo, passando infine a indicare nella mwiwletteratura giudaica e nella mwjateologia cristiana il significato di mwjqsapienza divina,cite-ref-treccani-3-0[3] e in quest'ultima quello di mwkgVerbo (o Parola di Dio), incarnatosi nel mwkwCristo.cite-ref-4[4]
Contents
• Eraclito
• Platone
• Note
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Filosofia greca antica
Eraclito
«Nessuna cosa avviene per caso ma tutto secondo logos e necessità.»
(Leucippo, fr.2)
Agli uomini è stata rivelata questa legge ma essi continuano ad ignorarla anche dopo averla ascoltatacite-ref-6[6]. Il Logos appartiene a tutti gli uomini ma in effetti ognuno di loro si comporta secondo una sua personale mwqaphronesis, una propria mwqqsaggezzacite-ref-7[7]. I veri saggi invece sono quelli che riconoscono in loro il Logos e ad esso s'ispirano come fanno coloro che governano la città adeguando le leggi alla razionalità universale della legge divinacite-ref-8[8].
Secondo altri interpreti del pensiero eracliteo una dottrina del logos sembra non essere nella sua filosofia. Sia Platone che Aristotele non si riferiscono mai a lui riguardo al logos: per il primo, Eraclito è colui che ha sostenuto l'incessante fluire dell'mwuqessere e di come ogni cosa sia nello stesso tempo uno e molti, mentre per Aristotele e per mwugTeofrasto il pensiero eracliteo si fonda sul mwuwprincipio incorruttibile del fuoco causa di ogni cosa.
Platone
• è l'espressione tramite suoni linguistici del pensiero;
• è l'enumerazione delle caratteristiche di una cosa;
• è l'individuazione della "differenza" (mwxwdiaphorotes) di una cosa, vale a dire di quel particolare segno che la differenzia da tutte le altre cose e la definisce nella sua realtà specificacite-ref-11[11].
Da questi significati ne deriva che per Platone il logos filosofico va riportato nell'ambito del discorso definitorio (il logos mwzqapophantikòs o dichiarativo, che serve a stabilire la verità o falsità di una proposizione, di cui mwzgAristotele si occuperà nella sua Logica).
Aristotele
Nella mwaqmwagRetorica mwawAristotele identifica tre modalità artistiche di persuasione: accanto al mwbamwbqpathos e all'mwbgmwbwethos, anche il mwcalogos.
Lo Stoicismo
Una vera e propria "filosofia del mwcwlogos" la si ritrova invece nello mwdaStoicismo. mwdqCleante, richiamandosi ad Eraclito, afferma la dottrina del mwdglogos spermatikòs, la "mwdwragione seminale", un principio vivente ed attivo (mweapoioun) che si diffonde nella materia inerte animandola e portando alla vita i diversi mweqenti. Il mweglogos è presente in tutte le cose, dalle più grandi alle più piccole, dalle cose terrene sino alle stelle garantendo così l'unità razionale dell'intero cosmo:
«[il mwfalogos] attraversa tutte le cose mescolandosi al grande come ai piccoli astri luminosi».cite-ref-12[12]
Esiste dunque un comune sentire, ovvero una συμπάθεια (mwggsympatheia) o "mwgwsimpatia" universale, una legge naturale seguendo la quale lo stoicismo insegna a «vivere conformemente alla natura».
Dal punto di vista fisico il logos è identificato col mwhqfuoco, che contiene in sé le diverse "ragioni seminali" individuali. Alla fine dei tempi avverrà una mwhgconflagrazione che consumerà l'intero universo, in cui però si salveranno le "ragioni seminali", per garantire la generazione del nuovo mondo che sarà nuovamente arso secondo un andamento ciclico.
Il doppio significato di logos inteso come "calcolo" (mwiaratio) e "discorso" (mwiqoratio) è mantenuto dallo stoicismo che distingue tra il "discorso interiore" (mwiglogos endiathetos, mwiworatio concepta) la riflessione razionale e il "discorso proferito", il discorso parlato, (mwjalogos prophorikos, mwjqoratio prolata).cite-ref-13[13] La tradizione degli stoici mwkgdogmatici era solita contrapporre il discorso interiore, esclusivo dell'essere umano, al discorso proferito, proprio anche di altre specie animali non razionali, quali corvi, i pappagalli e le gazze che erano capaci di emettere suoni articolati.cite-ref-17[17]
Neoplatonismo
Nel giudaismo alessandrino
Il mwpwgiudaismo mwqaalessandrino, che ebbe in mwqqFilone Alessandrino il principale esponente, riprende il mwqglogos della mwqwtradizione stoica incorporandolo nella sua mwrateologia e connettendolo al tema mwrqbiblico della "mwrgparola di Dio", acquisendo la fisionomia di un agente quasi personale, cosciente, della volontà creatrice e provvidente di Dio; la Parola a cui si unisce o sostituisce, con valore di sinonimo, la mwrwSapienza.
Per Filone, che si rifà anche al mwsqmwsgTimeo di mwswPlatone, Dio è mwtatrascendente rispetto al mondo, e a far da mediatore tra il primo e il secondo è proprio il mwtqLogos, fonte degli mwtgarchetipi sulla cui base il mondo viene modellato, costituendo da cornice e, in un certo senso, da sintesi a tutte le realtà intermedie: le Idee, la Sapienza, gli angeli, lo Spirito e le potenze; il mwtwLogos, infatti è lo strumento con il quale Dio ha fatto tutte le cose ed è la mwuaLuce divina offerta agli uomini. Nella dottrina di Filone si riconoscono temi e concetti che poi torneranno nel mwuqCristianesimo.
Nel Cristianesimo
«
In principio era il Logos
e il Logos era presso Dio
e Dio era il Logos
Questi era in principio presso Dio.
Tutto è venuto ad essere
per mezzo di Lui,
e senza di Lui
nulla è venuto ad essere
di ciò che esiste.
In Lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini
e questa luce splende ancora nelle tenebre
poiché le tenebre non riuscirono ad offuscarla.
»
(
Giovanni 1:1-5
, su
laparola.net
.
)
Nel mw0wCristianesimo il Logos compare all'inizio del mw1aVangelo di Giovanni, dov'è coincidente con Dio creatore e poi storicamente incarnato in mw1qCristo e quindi negli uomini venendo ad «abitare in mezzo a noi». Gli spunti del Vangelo di Giovanni trovano in seguito una loro conclusione nella definizione dei due dogmi, quello della mw1gtrinità e dell'incarnazione di Dio, formulati nel mw1wConcilio di Nicea.
Il termine "logos" in ambito cristiano è reso in italiano come "Verbo", riprendendo con un mw2qcalco il latino "mw2gverbum" o con "Parola".
Alcuni studiosi della mw3aBibbia ritengono che Giovanni abbia usato il termine "logos" in una doppia accezione: sia per rendere comprensibile agli ambienti ebraici, familiari, il concetto della divina sapienza, sia per rimanere connesso con gli ambienti della filosofia mw3qellenistica, dove il "logos" era un concetto filosofico radicato da tempo.
Alcune traduzioni cinesi del Vangelo di Giovanni hanno definito il termine mw3wlogos come "mw4aTao"cite-ref-guzzi-20-0[20] che è uno dei principali concetti della mw5qfilosofia cinese, spesso tradotto come il Principio (letteralmente la Via o il Sentiero): è l'eterna, essenziale e fondamentale forza che scorre attraverso tutta la sostanza dell'mw5gUniverso, vivente o meno.
Il filosofo e teologo mw6acalvinista statunitense Gordon Clark, nella sua traduzione della Bibbia, ha reso "logos" con "mw6qlogica": «In principio era la Logica, e la Logica era presso Dio, e la Logica era Dio». In tal modo Clark vuole affermare che le leggi della logica non sono un principio secolare imposto sulla visione cristiana del mondo, ma qualcosa già presente nella Bibbia.
mw6wSant'Agostino insegnava che il Logos è prima di tutto mw7arelazione: «Come il Figlio dice relazione al Padre, così il Verbo dice relazione a colui di cui è il Verbo»cite-ref-21[21]. Il concetto di Logos come relazione è stato ripreso da altri, fra cui il teologo contemporaneo mw8qVito Mancuso (mw8g1962)cite-ref-22[22]cite-ref-23[23] o lo storico della filosofia mw-wGiangiorgio Pasqualottocite-ref-24[24].
Filosofia moderna
Nella mwaqifilosofia moderna, mwaqmGoethe rilesse il significato delle prime parole del mwaqqprologo di Giovanni come il Principio della realtà in mwaquAtto, facendole tradurre al protagonista del mwaqymwaqcFaust: non propriamente come «parola», né «pensiero», né «forza», bensì l'«mwaqgAzione» nel suo farsi dinamico.cite-ref-25[25]
Il termine fu quindi ripreso da mwaq4Hegel che concepiva il mwaq8Logos nel senso già indicato da mwaraEraclito, ma estendendone la portata nella dimensione globale e totalizzante del mwarepanlogismo (espressione derivante dal greco mwaripan, «tutto» + mwarmlogos, quindi «mwarqragione mwaruassoluta»).cite-ref-treccani-3-1[3]
Parlare e udire
Secondo mwarwMartin Heidegger nella lingua greca antica i verbi parlare, dire, raccontare si riferivano non solo al sostantivo corrispondente mwar0logos ma anche al verbo mwar4leghein che significava anche conservare, raccogliere, accogliere ciò che viene detto e quindi ascoltare.
Nello sviluppo della cultura occidentale, a suo parere, il valore del pensare e del dire ha prevalso su quello dell'ascoltare mentre l'udire e il dire, come si riproponeva nel mwasadialogo socratico, sono entrambi essenziali «L'udire autentico appartiene al logos. Perciò questo udire stesso è un leghein. In quanto tale, l'udire autentico dei mortali è in un certo senso lo stesso logos»cite-ref-26[26]cite-ref-27[27].
Lo stesso Heidegger ha individuato il significato di mwasoraccolta, nel termine derivato da mwasslogos: mwaswsilloge riportandolo all'interpretazione del logos mwas0eracliteo.
Altri usi
Nella mwatafilosofia contemporanea spesso il termine "logos" è adoperato in senso generico opponendolo al termine mwatemwatimythos. In questa opposizione il mythos corrisponde al mwatmpensiero mitico, basato sulle immagini, sull'autorità della tradizione arcaica, su princìpi accettati e condivisi acriticamente, mentre il logos corrisponde al mwatqpensiero critico, mwaturazionale e mwatyoggettivo, in grado di sottoporre al suo vaglio mwatccredenze e mwatgpregiudizi.
Uso come suffisso
Il termine logos compare come etimo di mwats-logia, suffisso di moltissime parole le quali indicano generalmente discipline e campi specifici di studio, come ad es. mwatwteologia, mwat0biologia, mwat4epistemologia, mwat8virologia, ecc. In questo senso il termine può essere tradotto con "discorso razionale su..." o "ciò che si può asserire di ragionevole su..." (per replicare i quattro esempi succitati, le discipline indicano ciò che è riconosciuto come discorso ragionevole rispettivamente su Dio, il vivente, la conoscenza e i virus). Etimologicamente quindi, le discipline stanno per il totale delle affermazioni riconosciute come razionali (e quindi argomentabili secondo ragione) sul singolo campo studiato (specificato nel prefisso).
Concetti similari
Al di fuori del pensiero europeo è possibile rintracciare, con le dovute cautele, termini e concetti che è possibile accostare con diversi gradi di similarità, al logos: il mwauimwaumTaocite-ref-guzzi-20-1[20] ed il mwaugli nel pensiero cinese, il mwaukmwauoṚta in quello indiano, e il mwausmwauwdharma in quello buddhista.
Note
cite-note-11. ↑ mwavmEnciclopedia Garzanti di Filosofia, 1981 alla parola corrispondente.
cite-note-22. ↑ W. Cavini in mwavcEnciclopedia Garzanti, mwavgop. cit., pag. 535.
cite-note-treccani-33. ↑ citereftreccani-logosmwav4mwav8Logos, in mwawaTreccani.it – mwaweVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-44. ↑ citereftreccani-logos-enciclopedia-italianamwawuLeone Tondelli, mwawyGoffredo Coppola, mwawcGuido Calogero, mwawgmwawkLogos, in mwawomwawsEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
cite-note-55. ↑ Leucippo, fr.2
cite-note-66. ↑ fr.1.
cite-note-77. ↑ fr.2.
cite-note-88. ↑ fr.114.
cite-note-99. ↑ fr.50.
cite-note-1010. ↑ Platone, mwax4Teeteto, 206d ss.
cite-note-1111. ↑ Platone, mwayiop.cit. 208d.
cite-note-1313. ↑ Sesto Empirico, mwaysContro i matematici, VIII 275.
cite-note-141. mway8Giovanni Manetti, mwazamwazeLogos endiathetos vs logos prophoricòs (mwazimwazmDOC), in mwazqComunicare la cultura online-I Quaderni del ramo d'oro online, n.mwazu 5, 2012, pp.mwazy 93-95. mwazcURL consultato il 30 novembre 2020 mwazg(mwazkarchiviato il 17 luglio 2020).
cite-note-152. mwaz0mwaz4mwaz8Il Logos nel "De migratione Abrahami" di Filone di Alessandria, in mwaaaRitiri filosofici, 5 luglio 2015, mwaaeISSNmwaai 2284-2446. mwaaoURL consultato il 30 novembre 2020.
cite-note-163. mwaa4mwaa8mwabaGENERATO NON CREATO, su mwabedigilander.libero.it. mwabiURL consultato l'11 giugno 2024.
cite-note-1717. ↑ mwabyFilone di Alessandria, mwabcSesto Empirico e mwabgPorfirio sostennero la compresenza dei due tipi di mwabklogos sia negli animali che nell'uomo. mwaboGaleno nel mwabsProtreptico (1. 1) associò alla creatura animale un insieme di capacità razionali sebbene non fossero verificabili in termini di linguaggio o semplici articolazioni di suoni.cite-ref-14[14] Riferendosi in particolare al patriarca mwacaAbramo, Filone assimilò la generazione del discorso proferito a partire da quello pensato alla generazione del Verbo di Dio dal Padre Dio, secondo lo stesso tipo di nesso di paternità e di filiazione.cite-ref-15[15] mwacuSant'Agostino e san mwacyTommaso rilessero la distinzione stoica tra discorso pensato e discorso proferito in chiave cristiana, probabilmente sulla scorta di una precedente tradizione mwaccpatristica: il Verbo di Dio, identificato con la seconda persona della mwacgTrinità, viene distinto dalla parola umana che non ha la facoltà di creare dal nulla o di rendere attuale ciò che viene proferito per bocca dell'uomo. Il mwackmwacoFiat lux nel primo capitolo della Genesi certificherebbe la capacità di Dio di creare mediante il Verbo. La distinzione fu ripresa dal Cristianesimo: il logos endiathetos era quello interiore nel seno del Padre, preesistente alla creazione fin dall'eternità; il logos prophorikos è quello esterno, proferito da Dio Figlio per creare l'universo.cite-ref-16[16]
cite-note-1818. ↑ mwadimwadmmwadqTeologia. Essere e tempo. Ripensare la metafisica in un'epoca frammentata, su mwaduwww.avvenire.it, 2 ottobre 2025. mwadyURL consultato il 2 ottobre 2025.
cite-note-1919. ↑ Plotino, mwadoEnneadi, II 3. 14; IV 3, 15; Iv 4, 12.
cite-note-guzzi-2020. ↑ mwaeaMarco Guzzi, mwaeeCristo e la nuova era. Perché diventare cristiani proprio ora?, edizioni Paoline, Milano 2000, pag. 93.
cite-note-2121. ↑ mwaeuAgostino, mwaeymwaecLa Trinità, su mwaegaugustinus.it, VII, 2.3.
cite-note-2222. ↑ Al centro del lavoro di Mancuso sta la costruzione di una "teologia laica", nel senso di un rigoroso discorso su Dio, tale da poter sussistere di fronte alla filosofia e alla scienza. Mancuso è al centro di aspre polemiche per la presunta incompatibilità di alcune sue tesi con il nucleo teologico-dogmatico tradizionale della fede cristiana.
cite-note-2323. ↑ V. Mancuso mwae8L'anima e il suo destino, Raffaello Cortina Editore.
cite-note-2424. ↑ G. Pasqualotto, mwafmPer una filosofia interculturale, mwafqMimesis Edizioni, Milano-Udine 2008: «mwafuLogos è relazione. La relazione è l'azione del dare e del diventare "senso". Per questo logos è "senso"» (pag. 177).
cite-note-2525. ↑ mwafkmwafomwafsAlcune considerazioni sul Faust, su mwafwhomoerrans.com, 2011.
cite-note-2626. ↑ M. Heidegger, mwagaSaggi e Discorsi, Ed. Mursia, Milano 2007.
cite-note-2727. ↑ Tommaso Ariemma, mwagqFenomenologia dell'estremo, mwaguMimesis Edizioni, 2005, pag. 24-28.
Bibliografia
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• M. Heinze, mwahqDie Lehre vom Logos in der griechischen Philosophie, Oldenburg, Ferdinand Schmidt, 1872.
Voci correlate
• mwahgArchè
• mwahoGiovanni il teologo
• mwahwIntelletto
• mwah4Panlogismo
• mwaiaRagione
• mwaiiStoicismo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-filosofialogos, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) logos, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.